Qual è l’inclinazione ottimale del pannello solare?

Quando parliamo di impianti fotovoltaici, ci sono alcuni fattori che catturano sempre la nostra attenzione, come per esempio la potenza: 3 kW, 6 kW, 10 kW. Anche io, in questo blog, parlo spesso di marchi, garanzie, prezzi.

Ma c’è un fattore che spesso viene completamente dimenticato nelle conversazioni iniziali, eppure può fare una differenza enorme sulla produzione reale dell’impianto: l’inclinazione dei pannelli.

Tra la potenza nominale dell’impianto e l’energia che effettivamente produce c’è un mondo di mezzo, e passa tutto per le condizioni reali in cui verrà installato il tuo impianto.

Se ci pensi, sono proprio queste a determinare quanta di quella potenza si tradurrà in kWh sulla bolletta.

La domanda che dovremmo farci sempre è: qual è l’inclinazione ottimale per il tuo impianto e come puoi raggiungerla?

La risposta, come spesso accade, è: dipende. Dipende da tanti fattori, che a breve vediamo insieme.

Un avvertimento: non ti limitare ad osservare solo l’orientamento – nell’ultimo paragrafo ti spiego cosa intendo.

L'inclinazione del pannello solare tradizionale

La maggior parte degli impianti fotovoltaici residenziali viene installata sul tetto di casa, e qui arriva la prima verità scomoda: non puoi scegliere liberamente l’inclinazione.

Sei vincolato dalla pendenza del tetto esistente, che è stata progettata (probabilmente) per far scorrere l’acqua piovana, non per ottimizzare la produzione solare.

Un’inclinazione ottimale, comunque, esiste.

In Italia, l’inclinazione ideale per massimizzare la produzione annuale di un impianto fotovoltaico cambia a seconda della latitudine. Nel Nord Italia siamo intorno ai 35-40 gradi, nel Centro Italia 30-35 gradi, mentre al Sud 25-30 gradi sono sufficienti. Questi valori rappresentano il miglior compromesso tra la produzione estiva e quella invernale.

Ma perché proprio questi angoli?

Il motivo è legato all’altezza del sole durante l’anno. In estate il sole è più alto nel cielo, mentre in inverno è più basso. Un’inclinazione intorno ai 30-35 gradi permette ai pannelli di ricevere i raggi solari in modo quasi perpendicolare durante le stagioni intermedie, quando la produzione è più stabile, e di mantenere una buona efficienza anche nei picchi estivi e invernali.

Come dicevo prima, però, la situazione reale è spesso diversa da quella teorica.

Nella pratica, i tetti delle case italiane hanno inclinazioni che vanno dai 20 ai 45 gradi, a seconda della zona climatica e dello stile architettonico. Un tetto con 25 gradi di inclinazione non è ottimale come uno a 35, ma la differenza nella produzione annuale è spesso contenuta.

Il vero problema sorge quando l’inclinazione si discosta molto dall’ideale. Un tetto quasi piatto (10-15 gradi) può ridurre la produzione, specialmente in inverno quando il sole è basso. Al contrario, un tetto molto ripido (oltre i 45 gradi) penalizza la produzione estiva, quando il sole è alto.

Per farti un esempio concreto:

La produzione dei pannelli solari con orientamento a 20° ad aprile è 1.49 MWh

Quella che vedi riquadrata in giallo è la produzione di un nostro cliente ad Aprile 2025.

Il suo impianto è tradizionale, installato su un tetto inclinato a circa 20°.

La produzione a Luglio, quindi in piena estate, aumenta molto, come vedi dalla prossima immagine:

La produzione dei pannelli solari con orientamento a 20° a luglio è 2.01 MWh

In parte questo succede per la durata delle giornate, in parte per via della posizione del sole e dell’incidenza dei suoi raggi sui pannelli solari.

Mi raccomando: tieni bene a mente questi dati!

Nel frattempo vediamo alcuni casi particolari, dove l’inclinazione è diversa dalle situazioni “standard”.

Inclinazione dei pannelli solari in casi particolari

Non tutti gli impianti sono vincolati dalla pendenza del tetto. Esistono situazioni in cui hai maggiore libertà di decidere l’inclinazione, e qui le cose si fanno più interessanti.

Impianti a terra in giardino

Gli impianti a terra offrono la massima flessibilità. Puoi scegliere esattamente l’inclinazione ottimale per la tua latitudine, senza compromessi. 

La struttura di supporto per un impianto a terra, tuttavia, permette di posizionare i pannelli a 30-35 gradi con orientamento perfetto a sud. È la soluzione ideale dal punto di vista produttivo, ma ovviamente esistono dei contro da non sottovalutare: serve un grande spazio, è esteticamente meno gradevole e scomodo a livello pratico.

Tetti est-ovest

Un caso particolare che incontro spesso: case con tetto a doppia falda est-ovest. Visto che non è possibile rivolgere i pannelli a sud, come cambia l’inclinazione in questo scenario?

La buona notizia è che un orientamento est-ovest con inclinazioni intorno ai 20-30 gradi produce in modo più distribuito durante la giornata. Invece di un picco di produzione a mezzogiorno (tipico degli impianti a sud), hai due picchi: uno la mattina (lato est) e uno il pomeriggio (lato ovest).

Per molte famiglie questo profilo di produzione si sposa meglio con i consumi reali. La perdita di produzione annuale totale rispetto a un impianto sud è contenuta: con deviazioni fino a 45 gradi la riduzione è minima, mentre con orientamenti puramente est o ovest si sale un po’ di più – ma niente di compromettente.

Pensiline fotovoltaiche

Le pensiline per auto o per terrazzi rappresentano un caso interessante, diciamo una via di mezzo. Qui l’inclinazione deve bilanciare due esigenze: la produzione energetica e la funzionalità della copertura. Una pensilina troppo inclinata potrebbe non proteggere adeguatamente dalla pioggia laterale o creare problemi di altezza.

Nella maggior parte dei progetti di pensiline cerchiamo un compromesso che garantisce una buona protezione e una produzione che garantisce un risparmio in bolletta. La perdita rispetto all’ottimale è compensata dal fatto che stiamo comunque sfruttando uno spazio che ha anche altri scopi.

Spero che tu abbia tenuto a mente i dati di prima, perché adesso ti mostrerò la produzione dell’impianto su pensilina di un nostro cliente.

I momenti di produzione sono gli stessi del primo cliente che ti ho mostrato, che aveva un impianto su tetto.

In questo caso, invece, parliamo proprio di una pensilina fotovoltaica, con inclinazione di circa 5°.

La produzione dei pannelli solari con orientamento a 5° ad aprile è 1.17 MWh

Come vedi la produzione in primavera è più bassa dell’impianto precedente – ed era prevedibile visto la diversa inclinazione.

Anche a luglio, in piena estate, la situazione è analoga:

La produzione dei pannelli solari con orientamento a 5° a luglio è 1.84 MWh

Dopo aver visto queste immagini devo chiederti di fare attenzione: i dati che ti ho mostrato potrebbero farti pensare che l’impianto sul tetto sia il migliore in assoluto e che non valga la pena installare su pensilina.

Leggi il prossimo paragrafo per capire come mai questo ragionamento è estremamente sbagliato.

L'inclinazione perfetta esiste

Dopo anni nel settore, ho capito una cosa: l’inclinazione ottimale sulla carta non coincide sempre con la soluzione migliore nella realtà.

Avere delle condizioni ideali all’atto pratico non è semplice, perché ogni casa e ogni situazione sono diverse dalle altre.

E anche se è vero che, in teoria, il tuo impianto deve essere costruito in base a:

  • La latitudine della tua zona
  • L’orientamento ottimale

È altrettanto vero che lo scopo principale del tuo impianto è farti risparmiare in bolletta, e per questo è importante guardare anche al lato pratico dell’installazione, considerando:

  • I tuoi pattern di consumo (quando usi più energia)
  • Il budget disponibile per l’installazione
  • Gli eventuali vincoli architettonici o paesaggistici

Per questo, in fin dei conti, ciò che importa davvero è fare una “media” di tutti questi fattori, e trovare non l’impianto ideale a prescindere, ma l’impianto ideale per te.

Se ti concentri troppo sul fatto che il tuo tetto non ha l’orientamento ideale, magari tralasci che il tuo impianto, all’atto pratico, ti farebbe risparmiare comunque l’80% della bolletta.

Ritornando all’esempio pratico di prima, nel secondo caso è vero che l’impianto produce meno rispetto al primo, ma il suo proprietario risparmia ben il 98% in bolletta (come vedi dal grafico sulla destra).

Sulla carta l’impianto sarebbe “peggiore”, ma nella realtà la situazione cambia!

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