Hai un giardino e stai pensando di sfruttarlo per installare un impianto fotovoltaico?
Non sei il primo a considerare questa opzione, e sicuramente non sarai l’ultimo. La scelta tra tetto e giardino per il fotovoltaico divide spesso i proprietari di casa, e la risposta non è sempre scontata come sembra.
In questo articolo esploreremo tutto quello che devi sapere sugli impianti fotovoltaici a terra in giardino: dalle normative alle differenze pratiche con quelli su tetto, per trarre delle conclusioni su quanto possa farti risparmiare in bolletta un impianto “non tradizionale”.
Installare il fotovoltaico a terra è più semplice di ciò che si pensa
Nonostante si tratti di una “variazione” all’impianto fotovoltaico tradizionale, quello a terra non richiede permessi particolari per essere installato.
In effetti, una delle prime preoccupazioni che sento dai clienti riguarda la burocrazia.
“Devo chiedere permessi al comune per installare nel giardino?”
Come dicevo, la risposta, nella maggior parte dei casi, è negativa.
Gli impianti fotovoltaici a terra in giardino rientrano nella categoria dell’edilizia libera, secondo quanto stabilito dal Decreto Bollette (DL n. 17/2022); Questo significa che non hai bisogno di permessi o autorizzazioni specifiche al Comune, purché rispetti alcune condizioni fondamentali.
La prima riguarda le distanze dai confini.
L’impianto deve mantenere almeno 3 metri di distanza dal confine con i vicini. Questo per garantire che la tua installazione non interferisca con le proprietà adiacenti.
La seconda regola, ovviamente, riguarda vincoli paesaggistici o ambientali specifici.
Proprio come per gli impianti fotovoltaici in centro storico, se il tuo impianto fotovoltaico in giardino dovesse rientrare in zone sottoposte a tutela paesaggistica, le regole cambierebbero e potrebbero essere necessarie autorizzazioni aggiuntive.
C’è da ricordare anche che ogni Comune può avere regolamenti specifici più restrittivi rispetto alla normativa nazionale, per via di zone o ambienti tutelati. Alcuni possono richiedere distanze maggiori o imporre limitazioni estetiche. È fondamentale verificare questi aspetti prima di procedere.
A livello pratico, quindi, cosa cambia?
Per un impianto fotovoltaico a terra in giardino hai bisogno degli stessi esatti documenti richiesti per quello su tetto: l’unica accortezza sta nei vincoli paesaggistici, che potresti comunque trovare installando sul tetto.
Differenze principali tra impianto a terra e su tetto
Dopo anni nel settore, posso dirti che la scelta tra impianto a terra e su tetto non è mai una questione di moda o preferenze estetiche.
Ci sono differenze concrete che influenzano performance, costi e manutenzione. Vediamo le tre più importanti, che potrebbero interessarti per un’installazione.
1. Orientamento e Inclinazione Ottimali
Il primo vantaggio riguarda l’efficienza dei pannelli.
Come saprai, inclinazione e orientamento influenzano molto le performance dell’impianto: idealmente, più la luce del sole arriva perpendicolare alla superficie del pannello e più questo produrrà energia elettrica.
Se sul tetto sei vincolato dall’orientamento e dall’inclinazione esistenti della copertura, nel giardino, invece, puoi posizionare i pannelli con l’orientamento perfetto (sud) e l’inclinazione ideale (30-35° in Italia).
Questa libertà di posizionamento si traduce generalmente in un aumento della produzione annua e, di conseguenza, anche del valore dell’impianto e del risparmio in bolletta.
2. Facilità di Manutenzione e Pulizia
La manutenzione di un impianto a terra è, molto intuitivamente, più semplice e sicura.
Per pulire i pannelli o verificare il loro stato, non devi arrampicarti sul tetto, azione che richiede accortezze particolari.
Puoi controllare tutto comodamente da terra, con un’ispezione visiva regolare – che, come diciamo sempre, è l’arma migliore per fare manutenzione al tuo impianto.
Cosa cambia a livello pratico?
Immagina di vivere in zone con molto polline, o di posizionare il tuo impianto nelle vicinanze di alberi che perdono foglie.
Invece di dover salire sul tetto per dare un’occhiata alle condizioni dei pannelli, cosa che per esperienza la maggior parte dei clienti finisce per non fare mai, puoi dare un’occhiata ai pannelli e individuare eventuali criticità immediatamente.
La facilità di pulizia mantiene, fra l’altro, l’efficienza dell’impianto più alta nel tempo.
3. Impatto Estetico e Utilizzo dello Spazio
Qui arriva il principale svantaggio dell’impianto a terra: occupa spazio utile del giardino.
Un impianto da 6 kW richiede almeno 25-30 metri quadrati, considerando le distanze necessarie tra le file per evitare ombreggiamenti. Se hai un giardino piccolo, questa può essere una limitazione seria.
L’impatto visivo è soggettivo, ma innegabile. Mentre un impianto su tetto si “mimetizza” con l’architettura della casa, quello a terra è chiaramente visibile.
Alcuni lo trovano interessante dal punto di vista tecnologico, altri preferiscono non vederlo; tutto dipende dai tuoi gusti personali.
Un aspetto positivo spesso sottovalutato: l’impianto a terra crea ombra sotto i pannelli, che può essere sfruttata per proteggere altre piante o creare una zona più fresca del giardino durante l’estate, in modo simile all’agrovoltaico.
Impianto fotovoltaico a terra in giardino o tradizionale?
Ora che abbiamo visto le differenze tra un impianto a terra ed uno classico, probabilmente ti chiederai quale dei due ti possa far risparmiare di più in bolletta.
La risposta non è semplice: dipende da casa tua.
Forse non lo sai, ma la prima (e più importante) fase dell’installazione di un impianto è proprio lo studio di casa tua.
Quanto consumi, come consumi, per cosa usi più energia.
Tutto questo ci aiuta a progettare l’impianto perfetto per casa tua: quello che ti farà risparmiare davvero in bolletta.
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